lunedì, 12 maggio 2008, ore 08:45
Giardino senza memoria
e un po' di fiori in tema,
per un momento sol vorrei,
fare la parte non ancora scritta
nell'albo delle troppe primavere
passate ad elencare il nulla;
tacendo, al cielo stesso che ci vide,
quei verbi soffocati dal timore
di vivere al di là di una stagione
l'eterno che la rabbia lascia a sé.
Gigio
bocboy
venerdì, 09 maggio 2008, ore 08:45
Penso a com'eri allora,
io che t'ho vista tardi;
occhi sgranati al buio
appesi ad una favola,
perpetua e altalenante
come nel moto odierno
'sì puro e smarrito
se chiama l'accoglienza,
tanto maliardo e schietto
da rendere impossibili
benefiche astinenze
dalla tua dolceamara sfera.
Gigio
bocboy
mercoledì, 07 maggio 2008, ore 08:45
Facile a dirsi,
non basta un calendario rosa;
eppure aver buttato
gli inutili pensieri,
oggi che vedo e credo
nella frugalità del gesto,
ha fatto spazio al tenue
di certe sfumature mai perdute
supplendo le lacune
dei giorni trascesi a testa in giù.
Gigio
bocboy
lunedì, 05 maggio 2008, ore 08:45
In fondo, se questo sole
saluta e poi sparisce
forse si è ancora in tempo,
la strada ha tante luci,
ma resta assai difficile
comprender quei segnali,
se il passo batte a un buio
propenso all'abbandono
e vela al mio orizzonte
la mano che li ha accesi.
Gigio
bocboy
venerdì, 02 maggio 2008, ore 08:45
Vibra la nota bislacca,
curiosa al mio sentire
come l'amaro al fine
di un degustar scontato;
questo, dopo il silenzio,
vieni a mancarmi lieve,
poggiando sul vuoto desco
briciole e frasi fatte
prive di quell'essenza
che mi strappava al giorno.
Gigio
bocboy
mercoledì, 30 aprile 2008, ore 08:45
E noi siamo
oltre l'insostenibile,
lontani dalle piccole imprese
che salvano la malattia,
pronti a ricevere
quanto ci è stato evaso
e perso in fatue scuse,
nascoste sotto le schegge
di un freddo caramello,
né dolce e né tagliente.
Gigio
bocboy
lunedì, 28 aprile 2008, ore 08:45
Sosta agognata
fino a sei lune fa,
quando i custodi
degli occhi tuoi veri
colavano sugli argini
esuberi di fede;
tanta, che ancor ce n'è,
a capo dell'assurdo,
da dare al mesto gioco
balugini di verità.
Gigio
bocboy
venerdì, 25 aprile 2008, ore 08:45
E' una prima, improvvisata,
lei racconta ed io sto zitto;
planano due parole e piange,
di gioia in discesa a mare
giù, da un volo senz'ali
capace di scorgere la bellezza
sopita dalle ossessioni
per la paura d'esser come si è,
fragili meraviglie appese al filo
che oggi ci ha unito, e poi chissà.
Gigio
bocboy
mercoledì, 23 aprile 2008, ore 08:45
E' il meglio che torna
a chi il meglio cede;
fulmineo e atteso
come mai è stato,
affranca al vento
sentenze sibilline
di labbra vagabonde
a caccia di conferme.
Gigio
bocboy
lunedì, 21 aprile 2008, ore 08:45
Io non vorrei che fossi
detrito o particella,
di quelle che ho trovato
ieri, mentre cercavo
un segno tuo, disperso
fra i tanti del già visto
per scongiurare a forza
l'ennesimo replay.
Gigio
bocboy